Pro e contro del lavorare da casa

Lavorare da casa: un’opportunità non sempre brillante che ha i suoi vantaggi e svantaggi

Il poter eseguire la mansione lavorativa all’interno della propria abitazione è sicuramente un’opportunità da non lasciarsi sfuggire per molti aspetti. I pro e i contro del lavorare a casa possono mettere in luce le difficoltà e i vantaggi che si incontrano in questa nuova realtà.

Capire le proprie esigenze e se si è in grado di svolgere questa attività, è fondamentale per non incontrare problemi una volta che ci si trova seduti alla scrivania tra le mura domestiche dove la tentazione di distrarsi o di gestire malamente gli orari di lavoro potrebbero minare la propria assunzione.

I vantaggi del lavorare a casa

Sono indiscutibili i pro del lavorare a casa, infatti è una direzione che molti impiegati vorrebbero prendere e che in diverse parti del mondo come, ad esempio, nella capitale britannica sta diventando una vera e propria routine. Sono sempre più numerosi i lavoratori che eseguono anche parzialmente i propri impegni lavorativi in una sede diversa da quella aziendale sotto il controllo remoto dei titolari o di chi gestisce il sistema informatico. Maggiori dettagli sono disponbili su www.lavorocasa.info

Lavorare a casa è un’attività senza tempo

Molto spesso lavorare da casa permette di non avere un orario fisso da rispettare, ciò significa che non è importante quando si esegue una determinata pratica ma se la si esegue bene entro una scadenza prefissata.

Ogni lavoratore è responsabile di sé stesso ed in questo modo anche l’azienda ne guadagna in produttività perché l’impiegato lavora in base ai momenti più produttivi o quando si può maggiormente concentrare. Un particolare che va a beneficio sia della persona sia della qualità della mansione svolta.

La comodità a vantaggio dell’efficienza nel lavoro a casa

Tra i pro del lavorare a casa c’è sicuramente la non necessità di utilizzare automobili o mezzi per raggiungere il posto di lavoro. È sufficiente una scrivania in salotto o in un angolo non utilizzato dell’abitazione per allestire un comodo e pratico ufficio.

La comodità ha ripercussioni sull’attenzione e sull’impegno che vengono profusi in ogni lavoro, infatti il dipendente è più rilassato e più propenso a lavorare dato che molte fonti di stress sono eliminate come il traffico al mattino per arrivare in ufficio.

Lo stress dell’ufficio? Solo un brutto ricordo

Le discussioni, i litigi, le tensioni fra colleghi diventano solo un brutto ricordo lavorando da casa. Per i meno tolleranti poter svolgere la propria mansione a computer senza dover incontrare gli altri impiegati è sicuramente un beneficio apprezzato che va a migliorare la qualità di tutto l’ambiente nel posto di lavoro. Per non parlare dei contatti con i titolari, decisamente più remoti e meno fastidiosi potendo limitarli a qualche telefonata o scambio di email.

Gli aspetti negativi del lavorare a casa

In realtà ci sono anche dei contro nel lavorare da casa che bisogna prendere in considerazione prima di accettare l’offerta di un lavoro domestico. In generale, i vantaggi sono maggiori ma non si può non tenere in considerazione anche ai lati negativi di questa attività.

La mancanza di socialità lavorando a casa

Talvolta, infatti, il lavoro in ufficio può essere piacevole perché si parla con i propri colleghi, si condivide ogni momento e, magari, si può instaurare una splendida amicizia che altrimenti lavorando da casa non si potrebbe avere.

Per questa ragione gli impiegati a casa potrebbero trovare demoralizzante il dover trascorrere tutta la giornata separati dal resto del personale, ma questa è una delle condizioni per poter lavorare comodamente.

Le ore di lavoro a casa in eccedenza

Tra i contro del lavorare da casa c’è, parallelamente al non avere orari fissi, la possibilità di eccedere nelle ore davanti al computer per terminare delle pratiche o semplicemente per timore di non aver fatto abbastanza. Infatti può succedere che senza prestare la giusta attenzione si seguano dei turni di lavoro molto ampi e senza limiti con un problema nella qualità dell’operato svolto.

Per questa ragione bisognerebbe separare in qualche modo l’attività lavorativa dalla propria casa, ad esempio prefissandosi di terminare tutti i giorni ad una determinata ora oppure chiudendo a chiave lo studio per non avere la tentazione di tornare alla scrivania.

È quindi meglio lavorare a casa o in ufficio?

Esaminando i pro e i contro del lavorare a casa, probabilmente molti impiegati sceglierebbero di svolgere i loro impegni comodamente ognuno nella propria abitazione. I vantaggi che si possono ottenere sono troppo evidenti per potervi rinunciare e difficilmente nella vita si riescono ad ottenere più opportunità di questo genere.

Non bisogna comunque dimenticare le problematiche legate a questa soluzione lavorativa che però possono essere mitigate con dei piccoli accorgimenti. Tendenzialmente non costituiscono un impedimento nel lavorare e possono essere tranquillamente accettati considerando i benefici ottenuti.

Come aprire un travel blog e guadagnare viaggiando

Cosa serve per aprire un travel blog

Aprire un travel blog non è certo molto diverso dall’aprire un qualsiasi altro blog. Ciò che lo distinguerà sarà tutto il (molto) lavoro che verrà dopo. Diciamo che ci sono principalmente due aspetti da curare all’inizio, uno personale e uno di natura più tecnica. Innanzitutto dovrete trovare un bel nome per il vostro blog. E non è per niente una cosa banale. Infatti dovete pensare a qualcosa di accattivante, magari divertente, e che soprattutto faccia capire subito a chi legge che cosa troverà in quello spazio. Solo in questo modo attirerete l’attenzione delle persone che potranno diventare vostri follower. Naturalmente, giusto per complicare un po’ le cose, il nome deve essere disponibile, ovvero originale e non utilizzato da qualcun altro. Dal momento che di travel blog ne esistono un’infinità, affinché il vostro venga prima notato e poi apprezzato nella mischia deve essere unico. Il modo più semplice per ottenere questo è forse far sì che il blog vi somigli il più possibile.

Nessuno è identico a voi. I contenuti scritti dovranno essere coerenti ad una storytelling, ovvero ad un vero e proprio racconto dal quale traspaiono non solo la vostra esperienza, ma anche le vostre sensazioni, le vostre emozioni, tutto collegato da quel fil rouge che è la vostra voce, la vostra personalità. Limitarsi a scrivere articoli su cosa si è visto e dove non farà mai emergere il vostro racconto. Ovviamente tutto questo vale anche per le foto e i video che deciderete di pubblicare. Dovrete farne molti per poter trovare finalmente un vostro stile, una sorta di firma introvabile sugli altri blog.

Segue poi l’aspetto più noioso, quello tecnico. Se trovate però dei buoni tutorial online riuscirete a cavarvela benissimo anche se siete alla vostra prima esperienza, e in poco tempo. È importante scegliere un hosting valido sul quale caricherete i vostri contenuti. Ce ne sono di ottimi per pochi euro all’anno. Ebbene sì, se speravate di cominciare a guadagnare senza sborsare nemmeno un centesimo, non è così che funziona. Dovrete installare WordPress, o un software analogo, e imparare, sempre grazie ai tutorial, come utilizzarlo e come sfruttarne tutte le potenzialità. Forse all’inizio sarà un po’ noioso, ma imparerete in fretta e molte cose poi vi riusciranno automatiche. Le potenzialità possono essere sempre incrementate, quindi installare dei buoni plugin vi permetterà di gestire al meglio e proteggere al meglio il vostro lavoro. Con i plugin preoccupatevi in primis di proteggervi dallo spam, di gestire la SEO, monitorare le prestazioni e favorire il social sharing. Anche qui, potreste dover investire qualche soldo, ma ne varrà la pena se questa davvero è la vostra passione.

Il travel blog e i social media

Quando il vostro travel blog sarà pronto per essere online, appoggiarvi ai social media è un ottimo sistema per favorirne la diffusione e la popolarità, andando ben oltre alla solita cerchia di amici e familiari… Condividete i post del vostro blog su Facebook, ovviamente settando la privacy come pubblica – come potranno altrimenti essere visualizzati non soltanto dai vostri amici e conoscenti? Create un buon profilo Instagram, selezionando i vostri scatti migliori e coinvolgendo il pubblico in tempo reale grazie alle storie, come anche alle dirette di Facebook.

Fate in modo che le foto, anche nel loro insieme, così come appariranno sul vostro profilo seguano uno style preciso e personale. Curate quindi i colori predominanti, il tipo di soggetti che sono rappresentati. Certamente generate immagini di buona qualità, ma evitate scatti da rivista patinata, privi di personalità e di carattere. Su Youtube create un vostro canale specializzato, e arricchitelo regolarmente con video coinvolgenti e interessanti. Quando avrete raggiunto un numero abbastanza alto di follower, fate un pensierino anche a Twitter, attraverso il quale potrete interagire in modo ancora più diretti con la vostra nicchia di follower. Esatto, proprio una nicchia specifica. Se lavorerete in modo che il vostro blog piaccia semplicemente a tutti, starete perdendo tempo. Uno dei sistemi migliori per farsi notare e fidelizzare un crescente numero di follower è individuare un target di riferimento. Viaggiate solo accompagnati dal vostro cane? Scegliete le mete in base ad un cammino spirituale che state intraprendendo? Oppure viaggiate con lo scopo di vivere le esperienze più adrenaliniche? In altre parole, a quali persone in particolare volete rivolgervi? L’esperienza social potrà aiutarvi anche a capire questo, dando al vostro blog progressivamente uno stile ben preciso.

A cosa serve un piano editoriale

Creare un piano editoriale significa organizzare per tempo i contenuti che volete pubblicare, facendo in modo che possano andare online con una cadenza sufficientemente frequente e soprattutto regolare. Perché se una persona comincia a seguirvi, ma dopo una settimana o due vede che non pubblicate più niente, allora smetterà di farlo. E affidarsi soltanto a cosa si posta sul momento può rivelarsi complicato e controproducente. Quindi, se durante la giornata di viaggio avete sperimentato diverse esperienze, create per ciascuna un post, correlato delle dovute immagini e video, e postatele in più momenti.

Per mantenere un blog vivo e attivo dovreste pubblicare almeno tre articoli alla settimana. Logicamente dovrete anche seguire quei post, ovvero rispondere agli eventuali messaggi che vi verranno inviati. L’interazione con gli utenti è vitale. Ma se rischiate di impazzire a stare dietro a tutti i social, sfruttate strumenti come il Business Manager di Facebook, con il quale potrete anche programmare i vostri post, che verranno poi pubblicati automaticamente. Oppure aiutatevi su Instagram con app quali Later, con la quale potrete garantire una pubblicazione regolare e frequente.

Cosa distingue un travel blogger professionista, ovvero come guadagnare

Ma quando avviene la magia, ovvero quando da blogger amatoriali diventate dei blogger professionisti, guadagnando quindi da ciò che fate? Naturalmente la cosa richiede tempo e pazienza. Magari i vostri primi introiti non saranno proprio stellari, ma con costanza e impegno riuscirete a farli aumentare mese dopo mese. Intanto vi ricordiamo ancora una volta l’importanza di rivolgervi ad un target ben specifico. La domanda che dovete porvi è “perché una persona dovrebbe seguirmi?”, e la risposta non deve certo limitarsi a un “perché pubblico cose belle”, bensì al fatto che voi pubblicate cose interessanti, in grado di fornire informazioni specifiche che sono difficili da reperire da altre fonti.

Cercate i temi più inflazionati, più famosi. Perché? Per evitarli! Per evitare di pubblicare qualcosa di ridondante e già sentito. Interagite invece con i vostri “colleghi” più famosi. Prendere uno spunto è legittimo, ma dovreste farlo soprattutto con l’obiettivo di farvi pubblicare sui loro spazi dei guest post, cosa che andrà anche a pieno vantaggio della vostra notorietà. Se raggiungerete poi il livello di influencer saranno i brand di settore poi a contattarvi per richiedere di comparire (ovviamente a pagamento) nei vostri post. Vi diventerà familiare il concetto di affiliate marketing, e potrete sviluppare delle partnership, garantirvi degli sponsor, magari proporre delle promozioni. E non abbandonate mai il pensiero trasversale. Infatti sta a voi trovare sempre nuove idee e iniziative, come organizzare dei tour appoggiandovi, anche economicamente, alle strutture, create e-book o guide sulle vostre mete da vendere online, affittate spazi pubblicitari e persino offrite dello consulenze, magari proprio a chi sta per intraprendere quest’esperienza della quale finalmente sarete diventati degli esperti. Affidabili e corretti.

A cosa serve un blog aziendale

Dare un volto all’azienda

Avete mai pensato di fare della vostra azienda un blogger? Solo in Italia sono in rete più di tre milioni di blog, e il 60% di chi naviga ne ha visitato uno almeno una volta. In ogni caso circa 10 milioni di persone sono utenti abituali di un blog, e di questi almeno la metà interagisce con domande e altre interazioni tramite i loro post. Così come accade per qualsiasi altro blogger, un’azienda ha la possibilità di raccontarsi e di interagire con gli utenti attraverso il proprio blog.

Chi è quell’azienda? Cosa c’è dietro quel logo? Sono domande molto importanti che tutti i consumatori si pongono, cercando poi le risposte sul web. Un blog può fornire queste risposte, e molto altro. Infatti attraverso i contenuti scritti e multimediali l’azienda può trasmettere al pubblico come viene realizzato il suo prodotto, chi è che lo realizza, secondo quale policy e come viene trattato il cliente. I contenuti multimediali hanno poi il vantaggio di poter essere condivisi sui social media, e se sono ben riusciti possono persino diventare virali, contribuendo consistentemente alla buona popolarità del brand.

Quali aziende devono aprire un blog?

Se fino ad oggi avete pensato che alle piccole e medie imprese non convenga dedicare molte risorse al web, oppure al contrario che ad una grande azienda un buon sito internet sia più che sufficiente beh, vi siete sbagliati di grosso. Una piccola attività, grazie ad un buon blog, può intercettare nuovi clienti, può mostrare agli utenti come avviene il proprio lavoro, che cos’è che lo rende davvero unico e speciale, rivelando quel valore aggiunto che solo una PMI può garantire. Attraverso il blog potrete presentare i vostri artigiani e operatori, mostrare le tecniche utilizzate e l’origine delle materie prime, il tutto contando sulla complicità degli utenti che vi seguiranno, e che condivideranno i vostri contenuti alimentando la popolarità del vostro marchio.

Una grande azienda invece può finalmente scrollarsi di dosso il cliché di un brand colossale quanto impersonale. Grazie a iniziative attuali come lo storytelling, l’azienda può letteralmente raccontare chi è e cosa fa, ma anche come lo fa. Un altro vantaggio sta nella possibilità di comunicare eventi ed iniziative sia internamente che esternamente. In questo modo tutti i vostri collaboratori saranno sempre aggiornati in tempo reale sulle vostre attività, con trasparenza. Questo naturalmente ne incoraggia anche la partecipazione, e impedisce a chi lavora per voi e con voi di sentirsi isolato. Con un blog potrete illustrare nel dettaglio la vostra policy sui lavoratori e sul prodotto finale, dimostrando che dietro un brand ci sono sempre delle persone. Persone con le quali peraltro adesso si potrà anche interagire direttamente sul blog.

Comunicare con i clienti

Il successo di un negozio sta anche sul rapporto che viene costruito con i clienti. Se una persona sa non solo di trovare ciò che cerca, ma anche di poter contare sull’affidabilità del venditore e su un trattamento cordiale, ecco che quel cliente tornerà. Ma come fare quando il proprio bacino di utenza si estende a tutto il paese, o addirittura a tutto il pianeta? Il blog permette una comunicazione bidirezionale in tempo reale con tutti i suoi utenti. Il brand può organizzare dei test su un prodotto in fase di lancio, per esempio, garantendosi un feedback immediato e diretto.

La possibilità dell’utente di potersi esprimere in questo modo lo fa sentire valorizzato ed apprezzato, il che fa bene non solo alla fidelizzazione della clientela, ma anche alla forza di quel brand. L’utente può davvero dire che sa che cosa sta acquistando, oppure di che tipo di servizio sta usufruendo, e in che modo questo viene realizzato, se segue realmente le proprie esigenze e i propri valori. Inoltre il linguaggio del blog può essere informale, senza mai perdere per questo affidabilità e senza intaccare minimamente la propria reputazione. Basta con noiosi e freddi testi in stile di comunicato stampa! Nessun cliente li leggerà mai per intero, a discapito di qualsiasi contenuto venga illustrato. Infine, comunicazione e social media sono sempre andati di pari passo. Il post di un blog consiste in un contenuto di alta qualità per qualsiasi profilo social. Questo è molto importante, perché vi permette di avere sempre a disposizione nuovi post con contenuti interessanti e accattivanti, stimolando le interazioni quali commenti e condivisioni.

Un blog ben realizzato non può che catturare l’attenzione degli influencer del settore, i quali a loro volta produrranno nuovi contenuti legati alla vostra attività, al brand, promuovendone la popolarità. Con un blog la vostra immagine sarà finalmente chiara e coerente, precisamente come voi intendete comunicarla.

Il blog fa bene alla SEO

Essere ben posizionati sui motori di ricerca è sicuramente uno degli obiettivi principali di qualsiasi attività odierna. Google favorisce i link che mettono a disposizione contenuti consistenti e originali. Un blog presenta una grande quantità di contenuti scritti e originali, assolutamente essenziali per la SEO. Inoltre generare quei contenuti non sarà affatto difficile, se permetterete a chi lavora con voi di scriverli. Questo non solo aumenta l’umanizzazione del vostro brand, dandogli letteralmente la voce di chi lavora. Creare una sorta di redazione interna farà sentire chi lavora con voi attivo e partecipe a più livelli. Per non parlare dell’arricchimento di quel linguaggio informale di cui parlavamo prima. Più autori significano più voci, rendendo la vostra un’immagine ricca e unica. I blog poi hanno solitamente indirizzi diversi da quello del sito aziendale, il che naturalmente offre un consistente vantaggio costituito dai link che vi rimandano.

Il blog non vi costa (quasi) nulla.

Esistono diverse piattaforme sul web che vi permettono di pubblicare un blog, la maggior parte delle quali sono totalmente gratuite. L’unica risorsa che dovrete impiegare è il tempo, soprattutto nel primo periodo. Questi siti vi propongono dei template predefiniti, starà a voi decidere come e con cosa gestire i vari spazi. Una volta che tutto il lavoro sarà impostato, tenerlo aggiornato sarà semplice e richiederà molto meno tempo. L’unica accortezza che vi suggeriamo è quella di appoggiarvi ad un professionista per la parte grafica. L’estetica e la funzionalità di ciò che presenterete è fondamentale, e merita quindi che ci investiate anche un po’ di risorse economiche.

Fare blogging: la strategia essenziale, dal piano editoriale alla promozione dei post

Chi non ha mai pensato “Che cosa ci vuole a gestire un blog? Basta solo iniziare a pubblicare post e articoli, il resto poi viene da sé.”? Eppure non è così. Non c’è affermazione più sbagliata quando si parla di fare blogging.

Non è infatti vero che gestire un blog è un gioco da ragazzi. Ed è soprattutto sbagliato pensare che basti solamente pubblicare post su post, senza alcun tipo di strategia.

Partiamo dal principio: cosa significa fare blogging?

La comunicazione è la base di tutto.

Fare blogging significa infatti comunicare e imparare a farlo con le parole, riuscendo quindi a trasmettere il giusto messaggio alle giuste persone e nel giusto momento. Significa essere razionali, senza però lasciare da parte l’immaginazione e la creatività. Sono questi infatti gli ingredienti da unire per cercare di condividere dei contenuti interessanti e di indirizzarli ad un pubblico ben preciso. Il tutto, senza dimenticare il proprio stile e il proprio punto di vista.

Una volta creato il proprio sito web, scelti i propri obiettivi ed individuato il pubblico di riferimento, è fondamentale capire che quantità non è sinonimo di qualità. I contenuti non devono essere necessariamente tanti, ma devono essere interessanti.

Fare blogging vuol dire anche conquistare i lettori e instaurare con loro un dialogo; conquistare la loro fiducia e costudirla, cercando di essere presenti e costanti.

Ma non dimentichiamo che alla base vi è anche un obiettivo di business ben preciso, che necessita quindi di piani e strategie.

Vi sono domande a cui è necessario saper rispondere prima di poter dare vita ad una seria ed interessante attività di blogging.

Quali sono gli argomenti di cui si vuole parlare?

Come si pensa di organizzare la pubblicazione dei vari contenuti?

Chi sono i tuoi lettori?

Per prima cosa è importante capire qual è il target di riferimento. Chi sono i nostri lettori?

Sicuramente la strategia cambia se si ha a che fare con adolescenti di quindici anni o con uomini di mezza età. Questo semplicemente perché gli interessi sono diversi, così come i bisogni, i desideri e le curiosità.

Chi scrive deve tenere presente il tipo di lettore che ha di fronte. L’obiettivo è quello di portare chi legge a non abbandonare la pagina e, nel migliore dei casi, a compiere esattamente ciò che il blogger desidera.

Stimolare la curiosità, trasmettere emozioni e sollecitare l’interesse non è sempre semplice, ma è l’unico modo per garantirsi una presenza costante sulla propria pagina.

Per alimentare la presenza dei lettori, è bene anche stabilire una relazione con loro. Interagire in modo costante, presentando il blog come un terreno fertile per il dialogo e il confronto. Invitare a rispondere a delle domande e ad offrire consigli o suggerimenti sancisce il passaggio da utenti passivi ad utenti attivi, permettendo la loro partecipazione e alimentando la loro fiducia nei confronti del blog stesso e di chi lo gestisce.

Pianificare i contenuti: cos’è una campagna di content marketing?

Quando si parla di campagne di content marketing si fa riferimento a piani che comprendono le varie strategie e gli elementi necessari per gestire e promuovere al meglio i propri contenuti e le proprie risorse.

La parte più impegnativa riguarda la pubblicazione stessa degli articoli.

Alla base troviamo la pianificazione della pubblicazione di un certo numero di articoli e l’identificazione di un certo ritmo editoriale.

Il ritmo editoriale si sceglie solitamente sulla base della lunghezza degli articoli da pubblicare. È sconsigliato, infatti, pubblicare con troppa frequenza articoli estremamente lunghi. Dipende anche dai contenuti degli articoli stessi.

Dopo aver organizzato il calendario editoriale, è importante pianificare anche i post per i social media. Condividere i contenuti del blog non è banale, ma anzi permette di raggiungere un numero di utenti sempre più altro e di far conoscere il proprio lavoro.

Una buona campagna di content marketing prevede anche una chiara Call to Action. Si tratta dell’invito rivolto ai lettori ad iscriversi al blog e alla mailing list. Può essere sotto forma di testo, di slogan, di pulsante o di immagine e viene inserito alla fine di ogni articolo. Porterà così gli utenti direttamente alla pagina dedicata all’iscrizione. Deve però essere accattivante ed offrire al lettore un certo tipo di incentivo, altrimenti non sarà semplice conquistarlo e portarlo ad iscriversi alla lista.

A quale scopo i lettori dovrebbero iscriversi se non viene offerto loro qualcosa di esclusivo? Non è facile riuscire ad individuare subito ciò che potrebbe attirare maggiormente la loro attenzione e partecipazione. Il trucco sta nel proporre contenuti e risorse che non riuscirebbero a trovare altrove.

Mai sottovalutare la fase di editing

La fase di editing è fondamentale, in quanto consiste nel modo in cui si sceglie di strutturare il proprio post: paragrafi, sottoparagafi, utilizzo di grassetti o corsivi, inserimento di spazi bianchi e di immagini. Tutto questo ha grande importanza perché detta il ritmo della lettura, agevolando la comprensione del contenuto e invogliando il lettore stesso a proseguire.

Inoltre, molti accorgimenti sono necessari per l’ottimizzazione e il posizionamento del blog sui motori di ricerca.

La promozione parte dalla SEO

Non basta saper dare vita a contenuti grandiosi, se poi questi non vengono promossi nel modo giusto. Dare visibilità al proprio blog è necessario e dipende dal lavoro di specialisti.

La SEO dà la possibilità di aumentare il traffico organico sul sito, assicurandogli un buon posto sulle pagine di Google. L’ottimizzazione ha come base le keywords. È necessario quindi comprendere come gli utenti utilizzano la rete per cercare il prodotto in questione. Lavorando sui contenuti testuali e multimediali delle pagine del blog sarà possibile garantire un buon posizionamento. Ovviamente affidandosi a degli esperti del settore.

Una strategia è per sempre?

È bene ricordare che, una volta individuata la propria strategia, non significa che questa sia valida per sempre.

Fare blogging comporta una costante attenzione verso il mondo che cambia. Tutto muta costantemente, portando a modificare anche gli interessi e le priorità delle persone. È importante quindi rimanere aggiornati ed essere pronti a cambiare, ad adattarsi e a migliorarsi.