Il fenomeno YouTube: come diventare uno YouTuber di successo

Tra le piattaforme web più in voga al momento, troviamo sicuramente YouTube. Utilizzato per guardare video musicali o divertenti, notizie, tutorial, puntate di show, telefilm o addirittura film, è diventato nel corso degli anni sempre più presente nella quotidianità delle persone, affermandosi come un fedele compagno nella vita di tutti i giorni.

Nato nel 2005, sta vivendo proprio adesso il suo periodo d’oro. Si tratta infatti del sito web più visitato al mondo, subito dopo Google.

Oltre a permettere a chiunque di visualizzare video, dà anche la possibilità a tutti di caricare i propri contenuti. È proprio questo che, soprattutto negli ultimi anni, ha dato il giusto l’input a migliaia di persone che, nel loro piccolo, ritengono di avere qualcosa da dire. Così sono nati gli YouTubers.

Che cos’è uno YouTuber?

Con questo termine ci riferiamo a tutti coloro che producono contenuti creativi e originali per la piattaforma di YouTube. Chi è nato nell’era digitale conosce benissimo l’argomento e sicuramente è in grado di elencare numerosi nomi o canali di successo. Perché è proprio di successo che stiamo parlando. Gli YouTubers hanno successo, soprattutto all’interno del mondo dei più giovani. Alla pari di artisti, cantanti o attori, vengono seguiti assiduamente dai propri fan e godono di un’elevata popolarità.

È così che un piccolo hobby può anche diventare un lavoro a tempo pieno, permettendo a questi personaggi di ottenere profitti grazie a ciò che caricano sui propri canali YouTube.

Il primo in Italia a trasformare la sua passione per i video in un lavoro è stato Guglielmo Scilla, conosciuto in rete come Willwoosh. Ha aperto il suo canale YouTube nel 2009 ed oggi ha più di 735.000 iscritti. Grazie alla fama ottenuta sul web, è oggi anche attore, scrittore e conduttore radiofonico.

Come ignorare poi Clio Zammatteo? Apre il suo canale ClioMakeUp nel 2008, solo per condividere la sua passione e le sue conoscenze sul mondo del make-up. Ad oggi, il suo è uno dei canali più seguiti in Italia e conta oltre 1 milione di iscritti. Questo le ha poi permesso di ottenere il proprio programma televisivo su Real Time e di collaborare con importanti brand.

Ma come si raggiunge l’Olimpo su YouTube?

Tutti questi personaggi riescono ad entrare nella vita quotidiana di milioni di persone, più precisamente di adolescenti. Perché? Ciò che può stupire è l’affetto e la connessione che gli utenti sentono nei confronti degli YouTubers. Questi riescono infatti a instaurare un rapporto diretto con i propri seguaci, parlando il loro stesso linguaggio e condividendo i loro stessi argomenti e interessi. Si va a creare una relazione in cui i giovani vedono in queste figure degli amici e, passando il proprio tempo guardando i loro video, si sentono compresi e parte di una stessa grande famiglia.

Quello che conta maggiormente è quindi la capacità di creare una connessione con il proprio pubblico. I primi YouTubers facevano i video nella propria stanza, parlando di fronte ad una webcam. Anche oggi, nonostante le evoluzioni tecnologiche, cercano di mantenere questo importante senso di intimità che li avvicina maggiormente a chi li segue.

Essere se stessi conta, ma non basta!

Per essere vicini al pubblico, è necessario essere genuini. Saper rimanere se stessi è la chiave per avvicinare sempre più persone. Ovviamente la semplicità deve abbinarsi ad una grande dose di creatività, inventiva e fantasia. Vi sono oggi talmente tante scelte su YouTube che non sarà facile affermarsi senza avere qualche cosa di nuovo da dire. O, almeno, nuovi modi per dire le cose.

Uno YouTuber deve rimanere al passo con i tempi. È importante caricare sempre nuovi contenuti e, soprattutto, caricare contenuti di valore. Mantenere un dialogo costante con i propri followers è fondamentale; le loro aspettative non devono essere deluse. Ci vogliono quindi inventiva, curiosità e una continua voglia di mettersi in gioco.

Tutto dovrebbe partire da una passione autentica. Per arrivare al cuore e alla testa del pubblico è importante, prima di tutto, saperci mettere il proprio cuore e la propria testa.

Il successo si lega però anche alla professionalità. La qualità dei video e della loro post-produzione non sono sicuramente fattori da sottovalutare. Le star del web studiano i loro video prima di girarli e montarli, si preparano scalette, schemi, punti da seguire. Non basta quindi avere qualcosa da dire, ma è necessario trovare il giusto modo per dirlo e comunicarlo al proprio pubblico, arrivando a coinvolgerlo completamente e spingendolo a legarsi sempre di più al canale.

Da un hobby ad un lavoro a tempo pieno: fare lo YouTuber paga?

Lo svedese Felix Kjellberg, meglio conosciuto come PewDiePie, conta quasi 60 milioni di iscritti sul suo canale YouTube ed ha guadagnato, ad oggi, più di 15 milioni di dollari. Quindi , fare lo YouTuber paga. Ma non sempre e, soprattutto, non sempre così tanto. Lui è infatti il più famoso al mondo ed ha lavorato con passione dal 2010, creando video basati sui suoi commenti e reazioni a videogiochi a cui gioca.

Come può un hobby come questo diventare un vero lavoro? Si parla di programmi di partnership. Diventando partner di YouTube, la piattaforma si presenta come una vera e propria fonte di guadagno: chi ottiene grandi numeri di visualizzazioni caricando contenuti originali ha la possibilità di guadagnare denaro attraverso le inserzioni pubblicitarie. Per essere accettati nel programma, occorre quindi avere un discreto numero di views, caricare tanti video sul canale ed evitare di compiere infrazioni relative al copyright o al regolamento interno di YouTube stesso.

Da un video possono poi nascere collaborazioni esterne che incrementano la visibilità della persona e portano altre fonti di guadagno. La visibilità aumenta anche grazie ad un uso attento dei social network, i quali si dimostrano indispensabili per pubblicizzare il proprio lavoro.

È quindi YouTube il futuro di chi aspira al successo?

Più che di futuro, possiamo già parlare di presente. Chi vuole farsi conoscere e mettere in mostra la propria abilità, conoscenza e creatività si rivolge ormai principalmente al pubblico di YouTube.

Gli YouTubers sono i nuovi idoli dei giovani. Solitamente sconosciuti agli adulti, si avvicinano al mondo dei millennials che, fondamentalmente, è il mondo di cui anche loro fanno parte. E, si sa, è questo il mondo del futuro.

Perché inserire Instagram in una strategia di Web Marketing? Come gestire al meglio un account Instagram e far aumentare i follower della tua pagina aziendale

Chi ama scattare foto non può fare a meno di Instagram. Uno dei social network più utilizzati al momento e, sicuramente, quello perfetto per condividere le proprie immagini in rete.

Nato nel 2010, è stato acquistato da Facebook nel 2012. È oggi il terzo social più usato (dopo Facebook e YouTube) e conta più di 700 milioni di utenti attivi mensilmente. Negli anni è cresciuto e si è evoluto, aggiornandosi per diventare sempre più performante.

Principalmente viene utilizzato dai più giovani: l’età prevalente varia dai 19 ai 24 anni. Gli utenti scattano e caricano le proprie foto, applicando filtri, aggiungendo hashtag e descrizioni e condividendo in questo modo le loro esperienze giornaliere. Instagram è stato infatti ideato per condividere il momento, proprio come indica il nome stesso.

Ma non si tratta più di comunicare in rete solo ciò che ci sta accadendo o le esperienze che stiamo vivendo.

Instagram può diventare infatti anche un componente essenziale all’interno di una buona strategia di Web Marketing. Come ogni altro social, anche questo si dimostra utile ed efficace se utilizzato in modo astuto, pratico e corretto.

Ogni tipo di azienda può trovare in Instagram uno strumento per aumentare il proprio pubblico e, di conseguenza, le proprie entrate. L’engagement su Instagram è infatti nettamente più alto rispetto a Facebook o Twitter. Questo significa quindi che il coinvolgimento e le interazioni sono maggiori. Gli utenti di Instagram sono molto più propensi a mettere like, commentare e condividere i contenuti dei brand rispetto a ciò che accade sugli altri social. Fattore essenziale per la vostra strategia.

Perché un’azienda dovrebbe scegliere di essere presente su Instagram?

Instagram è estremamente efficace per quanto riguarda la comunicazione visiva. E si sa, alle persone arriva prima un certo tipo di contenuto se presentato con un’immagine piuttosto che con un testo. Le immagini sono dirette e più coinvolgenti e, spesso, riescono ad esprimere meglio ciò che si vuole cercare di comunicare.

L’azienda ottiene sicuramente maggiore visibilità, in quanto, come già detto, sempre più utenti fanno uso abituale di questo social network. La sfida sta nel saper comunicare in modo efficace con le immagini; essere in grado di arrivare al consumatore e di spingerlo a seguire il proprio profilo non è immediato, ma è il frutto di un’importante e studiata strategia, diversa per ogni azienda.

Si instaura, più di quanto possa accadere sugli altri social, un rapporto diretto con i consumatori. Oltre a seguire ed apprezzare le immagini pubblicate dall’azienda, gli utenti spesso pubblicano a loro volta foto che vanno a pubblicizzare i prodotti dell’azienda stessa. Questo perché chi è iscritto su Instagram ama condividere la propria quotidianità e rendere i propri seguaci partecipi di tutto ciò che lo riguarda. Un buon prodotto o un buon servizio possono quindi trovare su questo social un alto grado di promozione pubblicitaria da parte dei clienti stessi.

Ci sono strategie per gestire al meglio la pagina aziendale?

Sicuramente , ma non tutte valide o adatte per ogni tipo di azienda. Gli utenti devono essere stimolati in base ai servizi e ai prodotti che vengono loro offerti.

Ciò che sta alla base di una buona strategia è un buon piano editoriale. Programmare i post e i loro contenuti diventa fondamentale per poter gestire al meglio la propria pagina e per riuscire a monitorare gli sviluppi e la risposta degli utenti.

Il piano editoriale permette anche di coordinare correttamente la pubblicazione dei contenuti. Per sfruttare al meglio questo strumento, un’azienda non può certamente pubblicare le proprie immagini in modo incostante o casuale. La qualità può anche essere altissima, ma non basta. È importante guardare ai volumi: se l’obiettivo è raggiungere un elevato numero di follower, è importante postare con continuità e regolarità.

L’hashtag è il vostro nuovo migliore amico

Gli hashtag sono una componente essenziale se lo scopo è quello di arrivare al maggior numero di utenti possibile. Sono infatti strumenti di ricerca che gli utenti usano per trovare i topic di maggiore interesse. Inserirli nella descrizione del proprio post permette di essere trovati da chi ancora non segue la pagina. Danno visibilità e incrementano il numero di interazioni, aiutando quindi anche l’azienda ad aumentare i follower.

Per poter scegliere quelli più adatti, è necessario concentrarsi sia sulla loro popolarità che sulla loro rilevanza e attinenza al brand o prodotto da pubblicizzare.

Se un’azienda si occupa di cosmesi, non potrà certo inserire tra i propri hashtag #cat, #kitty o #loveanimals. Sono sicuramente parole molto cliccate, ma non hanno niente a che fare con il brand di riferimento.

Più follower per tutti

Piacere a tutti è impossibile. Sia nella vita, che sui social. Come fare allora per tentare di raggiungere il maggior numero di utenti possibile?

Aumentare i propri follower non è immediato. È importante definire con chiarezza e precisione il proprio target di riferimento. A chi sono destinati principalmente i valori o i prodotti promossi dall’azienda? Una volta stabilito questo, sarà opportuno muoversi di conseguenza e adattare le proprie pubblicazioni e i propri contenuti al pubblico che ne usufruirà.

Contenuti coerenti con grafiche riconoscibili. Gli utenti devono poter individuare subito il prodotto, ma devono anche riuscire ad apprezzare il valore estetico delle immagini.

Fondamentale è l’interazione con i follower. Non essere passivi, ma attivi. Gli utenti di Instagram, come già detto, sono molto più attivi rispetto a quelli degli altri social network. Le aziende devono riuscire a fare lo stesso.

Non è assolutamente banale rispondere ai commenti o mostrare di apprezzare ciò che i follower pensano a proposito dell’azienda e dei suoi prodotti. È importante il legame con gli utenti, i quali possono diventare futuri clienti.

Si possono organizzare contest o possono essere proposti hashtag inediti da far utilizzare ai propri follower. In questo modo la visibilità aumenta e gli utenti si sentono partecipi e spinti a rimanere legati alla pagina e all’azienda stessa.

La comunicazione è tutto. Insieme alla chiarezza, alla creatività e ad una buona organizzazione, è la chiave per dare ad Instagram una grande possibilità nel mondo del Web Marketing.

La pubblicità su Facebook funziona?

Per numeri di utenti e diffusione è certamente il primo dei social network. Parliamo naturalmente di Facebook. E non c’è dubbio che si tratti ormai di un ottimo alleato nella strategia di digital marketing anche per le aziende di piccole le dimensioni.

Facebook permette di entrare in contatto con parte del proprio pubblico abituale, e intercettare nuovi potenziali clienti.

Le possibilità offerte dalla piattaforma in ambito pubblicitario si suddividono sostanzialmente in tre macrocategorie:

  • promozione della pagina, per aumentare l’audience della pagina;
  • promozione dei contenuti, per aumentare la visibilità dei singoli post;
  • promozione di risorse esterne alla piattaforma, per portare traffico “fuori” da Facebook o di form per generare nuovi contatti.

L’algoritmo di Facebook rappresenta un ostacolo spesso difficile da superare per la nostra pagina. Raccontare la propria azienda e i propri prodotti su Facebook non è facile. Essenzialmente – per non farla molto lunga – solo una piccola percentuale dei nostri fan (intorno al 10-20%) veda comparire i contenuti di una pagina nel proprio news feed.
Si capisce subito che fatica occorra fare per far visualizzare i nostri contenuti a un numero discreto di fan. Accumulare una fanbase sufficientemente numerosa è quindi uno dei primi obiettivi alla base della nostra strategia.
Usando le Storie Sponsorizzate – che non sono altro che inserzioni create con lo scopo di far crescere la fanbase di una pagina – riusciremo a incentivare il Like (e non solo) mediante una leva “sociale”: mostrano infatti ad un utente che un proprio amico è già fan di un determinato brand, invitando a fare lo stesso.

Facebook non è una piattaforma di  e-commerce. Gli utenti – nonostante tutto quello che vi è stato detto da commerciali e web agency – non vanno su Facebook per acquistare prodotti. L’obiettivo primario degli utenti su Facebook è conversare.  La conseguenza di questo fatto è che su Facebook è necessario un approccio informale.

Post Sponsorizzati

L’aspetto più importante di ogni buona fan page, i nostri contenuti avranno il compito di raccontare il prodotto/servizio che vogliamo promuovere.
Utilizzeremo i Promoted Post: una volta raggiunti i 400 fan (ma a volta anche meno), vedremo comparire l’opzione “Promuovi” sotto ad ogni aggiornamento pubblicato e non più vecchio di 3 giorni. Attivando la funzionalità, potremo decidere quante visualizzazioni “comprare” per il nostro post, e pagare di conseguenza (circa 4€ ogni 2mila fan – e amici dei fan – raggiunti). In questo modo forzeremo l’algoritmo di Facebook permettendo al nostro aggiornamento di essere visualizzato da una percentuale significativamente maggiore di fan rispetto al normale.
Ovviamente, vi consigliamo di evitare in assoluto il Fai da te. Per sfruttare al meglio questa opportunità, bisognerà scegliere con accuratezza il contenuto da promuovere: un’immagine incisiva, con una buona frase (uno sconto, un invito ad approfondire, una call to action), e una ottima parte testuale lunga anche solo un paio di righe. E’ possibile naturalmente inserire un link a una pagina fuori da Facebook dedicata al prodotto/servizio in questione.

Quali KPI usare per Facebook?

Il sentiment senz’altro (numero di citazioni positive sul totale delle citazioni), la resolution rate (risoluzione di problematiche / domande fatte sul sociale anziché per altro canale) e la Share of Voice (menzioni brand/menzioni totali).

Più segmentate, più ottenete: Facebook è più performante e a basso costo – rispetto a Google Adwords (in alcuni settori) – perché avete la possibilità di segmentare le campagne pubblicitarie. Più i vostri utenti sono profilati, più il vostro budget sarà ben speso.

Il B2B. La possibilità di targetizzare per “attività” o per “Utenti che lavorano in una specifica azienda” ha dato la possibilità di pianificare campagne specifiche indirizzate ad un pubblico business.

Quindi la pubblicità su Facebook funziona?

Naturalmente la risposta può essere una sola: dipende. Obiettivi, risorse, timing e target del vostro progetto sono variabili fondamentali per la buona riuscita o meno di una campagna su Facebook. Così come l’execution. L’improvvisazione, la scarsa profilazione ed il timing errato possono trasformare Facebook in un enorme buco nero dove vedrete cadere un’ingente quantità di denaro. Perso per sempre.