Il GDPR rivoluzionerà il nostro modo di progettare per il web

08Il GDPR ovvero il General Data Protection Regulation (Regolamento Ue 2016/679) è la nuova normativa per il rispetto della privacy online ed entra in vigore definitivamente, senza proroghe, a partire dal 25 Maggio 2018.
È valido in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea e nasce dall’esigenza di proteggere il più possibile gli utenti e i loro dati personali.

Molti professionisti del web, soprattutto chi si occupa di Marketing, stanno vivendo questo cambiamento come un problema in più da affrontare, quando invece dovrebbe essere visto come una nuova sfida a cambiare il proprio modo di lavorare e progettare per il web.

Questa volta l’utente deve davvero essere al centro e la trasparenza e l’usabilità diventano la bussola con cui orientarsi in fase di progettazione.

L’utente deve sempre sapere come verranno usati i dati che ci sta lasciando

Niente di nuovo sotto il sole. Ogni volta che chiediamo dati all’utente che atterra sul nostro sito, sulla nostra Landing Page o sulla nostra applicazione mobile dobbiamo specificare che utilizzo ne faremo.

Prendiamo come esempio il form d’iscrizione alla nostra newsletter. I dati che chiediamo saranno utilizzati solo per inviare comunicazioni di carattere informativo o anche promozionale?
Se chiediamo altre informazioni oltre nome e indirizzo e-mail, per quali fini saranno usate? Saranno vendute a terzi? Quale sarà il beneficio che l’utente ricaverà accettando?

Tutto questo va specificato in una policy dedicata e accettata dalle persone in fase d’iscrizione tramite apposite spunte.

Le persone devono sempre avere la possibilità di modificare le proprie preferenze

Se l’utente si iscrive alla newsletter, al vostro portale o al vostro e-commerce e dà ulteriori informazioni come la sua data di nascita, la città in cui vive e altri dati personali, deve in ogni momento poter ritirare il suo consenso all’utilizzo dei dati che vi ha fornito e, in caso, cancellarli definitivamente dal vostro database.

Qui in particolare entra in gioco la progettazione da fare a monte e durante la quale dovrete chiedervi quale gruppo di dati è necessario al puro utilizzo del vostro servizio e quale invece serve a fornire un’esperienza utente migliore e personalizzata.

Hai il permesso di chiedere solo i dati di cui non puoi fare a meno

È finita l’era delle applicazioni mobile che chiedono l’accesso a microfono, rubrica e fotocamera per offrire servizi che nulla hanno a che fare con l’uso di questi strumenti. I dati dell’utente devono essere protetti e richiesti solo se necessario e solo se ciò comporta un valore aggiunto alla sua esperienza.

Abbiamo l’obbligo di chiedere solo le informazioni pertinenti all’utilizzo del nostro servizio.

GDPR: una maledizione per la Lead Generation?

Un form di iscrizione più breve possibile, si sa, è il modo migliore per fare in modo che le persone si iscrivano ai nostri servizi e ci lascino i dati di cui abbiamo bisogno. Per questo motivo molti professionisti del Marketing sono preoccupati per l’entrata in vigore della GDPR che obbliga l’utente a fare degli step in più nella compilazione dei moduli.
Se l’utente abbandona il form d’iscrizione scoraggiato dalle tante spunte da mettere le performance della nostra campagna peggioreranno.

In realtà dipende dalla metrica che si vuole guardare e dai nostri obiettivi: un utente che sarà passato tramite più step per l’iscrizione sarà un utente davvero convinto e quindi molto più profilato e di valore in confronto a qualcuno che lascia la sua e-mail al volo senza pensarci troppo.

Ci interessano i numeri o ci interessano le persone davvero interessate al nostro prodotto?

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