Cos’è l’inbound marketing?

Chiunque oggi gestisca un’attività o un’impresa è tenuto a conoscere bene i meandri dell’inbound marketing. No, non c’è da spaventarsi…

È il nuovo modo di fare marketing, dove le lungaggini e le risorse sprecate, in tempo e denaro, del marketing tradizionale (outbound) vengono superate da un sistema nettamente più proficuo e di maggior resa, che mira quindi a farti investire il necessario per il necessario, senza perdite. Naturalmente tutto grazie ad un accorto sfruttamento del web e di alcuni suoi strumenti.

Nell’inbound marketing si distinguono quattro fasi con le quali è abbastanza semplice e intuitivo familiarizzare. Se poi le affianchiamo al supporto professionale di una buona agenzia SEO la riuscita con successo del progetto è a portata di mano, per tutti. Se invece sei un cliente, conoscere questi meccanismi ti permetterà di interagire in modo più consapevole con il prodotto o il servizio che ti interessa acquistare.

Prima fase: attirare

Nell’inbound marketing non c’è alcun interesse nell’attirare indistintamente l’attenzione di tutti. Occorre rivolgersi al pubblico potenzialmente interessato al prodotto o al servizio che si intende vendere. Per individuare il cliente tipo, il buyers persona, si creano dei contenuti che si rivelino interessanti, ma soprattutto utili. Articoli specializzati nel settore, video, immagini che possano essere pubblicati su un blog e poi condivisi sui social media. Qui il contenuto scritto ha una rilevanza particolare, dal momento che un buon copy sa utilizzare e gestire le keywords legate al tuo campo d’azione necessarie alla SEO per farti ottenere il miglior posizionamento possibile sui motori di ricerca. Il 78% di coloro che navigano su Internet effettua quotidianamente delle ricerche online per trovare prodotti e servizi. Di questi molti lo fanno non solo da desktop, bensì prevalentemente da smartphone. È estremamente importante quindi che i contenuti siano presentati su dei siti responsivi, ovvero in grado di adattarsi al display sul quale vengono visualizzati. Questi contenuti poi devono essere diffusi sulle tue pagine e profili social, in modo che possano avere una buona visibilità, nonché la possibilità di essere condivisi dagli utenti che ne sono interessati.

Aprire un blog dove si racconta la tua attività (per esempio: produci pentole?) come avviene, come si ottiene il prodotto finale, chi ci lavora attraverso post scritti accompagnati da immagini e video creati ad hoc, è un buon start su cui operare una SEO mirata e ben gestita, cosicché chi cerca online (sempre nell’esempio di prima) “padella antiaderente” potrà trovare un link al tuo sito tra i primi risultati. Per non parlare dei social, dove i post migliori possono diventare persino virali…

Seconda fase: convertire

Convertire cosa esattamente? In verità quello che si converte è proprio il visitatore che ha visualizzato quel contenuto in una lead, ovvero qualcuno che ha dimostrato attivamente interesse per ciò che viene offerto, scaricando del materiale sul proprio dispositivo, desktop o mobile, inviando una email per informazioni, o persino chiamando un numero che si era messo a disposizione. Perché avvenga questa magia è importantissimo che il link da cui si è partiti porti ad una landing page valida e ben strutturata.

La lead qui deve trovare informazioni soprattutto utili e attendibili, sempre grazie a contenuti originali di alta qualità, al punto da indurla a interagire spontaneamente in modo attivo. Come? Attraverso delle CTA (le Call To Action, link che possono portare, per esempio, ad un e-commerce, o anche semplicemente all’iscrizione ad una mailing list) o dei form in cui registrare i propri dati personali – sempre in linea con la normativa sulla privacy vigente, ovviamente. Usiamo ancora l’esempio delle pentole. Dopo aver letto sul blog una ricetta possibile grazie a quella pentola in particolare, o dopo averla vista in uso su un video su Facebook, la lead clicca sul link che apre la pagina, in cui saranno ad aspettarla tutti i dettagli relativi alla pentola, e magari anche come acquistarla comodamente da casa.

Terza fase: concludere

Concludere cosa? L’affare, naturalmente! Trasformando finalmente la lead in un vero e proprio cliente. Qui entrano in gioco strumenti quali le DEM, ovvero email inviate direttamente a chi ne ha fatto richiesta, grazie ad una mailing list che non sarà stata acquistata (come nell’outbound marketing, che peraltro presenterebbe molti indirizzi di utenti non interessati a quel particolare prodotto o servizio), ma che avrai generato dall’intervento di utenti interessati che difficilmente getteranno quel messaggio nel cestino senza nemmeno leggerlo.

Signals è invece il tool che rende possibile monitorare la campagna DEM, studiandone l’andamento, i click, le letture, dati utili ad ottimizzare e migliorare questo processo in itinere e in tempo reale. Si tratta di un lavoro tecnico e complesso, e qui il supporto di una agenzia SEO professionale può davvero fare la differenza tra un esperimento “amatoriale” e un intervento ben strutturato e di successo. Si tratta di fare un investimento sull’attività in cui credi, in modo che possa funzionare e crescere e renderti il profitto a cui hai sempre mirato.

Quarta fase: fidelizzare

Se il nome della terza fase ti ha indotto a credere che finisse tutto lì, ti sei sbagliato. L’ultima fase è altrettanto cruciale come le altre, dal momento che ha lo scopo di trasformare il cliente del primo acquisto in uno abituale, talmente soddisfatto da parlare bene del tuo prodotto e del tuo servizio ad altre persone, spontaneamente. Bello, no?

Per fare questo logicamente significa che il lavoro online non è certo finito lì. Bisogna raccogliere i dati, analizzarli ed elaborarli in modo da ottimizzare e migliorare ogni fase del processo. Dal momento che l’inbound marketing è concepito per adattarsi il più possibile a ciascun individuo, o meglio a gruppi di individui che condividono lo stesso interesse, tenere aggiornate tutte queste fasi è di vitale importanza. Ci vuole tempo, e sottolineiamo di nuovo l’importanza di una buona agenzia SEO, che può far funzionare tutti questi ingranaggi lasciandoti tutto il tempo che vuoi da dedicare alla tua attività. Tempo che magari potrai gestire in modo da realizzare anche un intervento offline. Ovvero partecipare a fiere e convegni, dimostrazioni, eventi che mettano le persone fisicamente a contatto con te e con ciò che offri. Un passaggio delicato e irrinunciabile, perché chiunque acquisti qualcosa vuole prima o poi vedere con i propri occhi la persona a cui dà i propri soldi. Così nascono clienti soddisfatti, ovvero clienti abituali. Ovvero clienti che ti faranno tanta pubblicità. Questa volta, gratis.

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